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Ecografia prenatale


1979 | Come tutto ebbe inizio
 

 

Ricordo che una luce accecante squarciò il mio piccolo spazio vitale. Dieci tentacoli rosa attraversarono la fessura e mi afferrarono con violenza inaudita. Cercai di oppormi, invano.

È la fine, pensai.

A quel punto, venni trascinato verso la fenditura, in un luogo di abominevole luce, dove spazio e tempo prendevano sciaguratamente significato. Mi sentii improvvisamente pesante, sporco, appiccicoso.


Ero appena nato.

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1982-1985 | Le mie prigioni
 

 

Nel corso dei mesi, dovetti arrendermi all'inevitabile imposizione di respirare aria. La cosa più difficile fu la continua lotta contro la forza di gravità. Non faceva che farmi cadere. Ma un bel giorno, anche se non ho mai capito come, la sconfissi, e imparai a camminare. Preparatevi umani, pensai, perché Elia è finalmente pronto a... beh, alla scuola materna.

Così, nonostante la mia giovane età, venni rinchiuso per ben tre anni in un carcere di massima sicurezza, piantonato da guardie in nero con una strana bandana in testa e un curioso amuleto al collo, dove si distingueva chiaramente un tizio dai capelli lunghi inchiodato a braccia aperte. Credevo fosse una sorta di monito per noi detenuti, la fine che facevi se diventavi un capellone. Poi le guardie iniziarono a spiegarci cosa significasse per davvero. Era una storia di sangue e morte. E a me piacevano le storie di sangue e morte.

 

In verità vi dico: la guardia Ines, a cui stavo particolarmente a cuore, mi concesse un privilegio che mi costò l'isolamento dagli altri prigionieri. Ma per sapere come una suora mi insegnò a disegnare, vi rimando a questo post di godibile lettura, intitolato appunto: come una suora mi insegnò a disegnare.


1985-1993 | Il lungo addestramento
 

 

Dopo tre anni, venni finalmente trasferito in una struttura più leggera, la scuola elementare. Fu qui che ebbi la prima visione del mio futuro. Dopo aver visto Indiana Jones e i Predatori dell'Arca Perduta, mi dissi: «da grande voglio fare il regista, qualsiasi cosa sia».

L'indole da capetto era già in corso: organizzavo le battaglie coi miei alleati e contro i nostri nemici: ci trovavamo fuori dalla scuola e iniziavamo a combattere con le cerbottane fino all'ultimo sangue. In qualità di «capo dei buoni», avevo ideato un piano per averla sempre vinta: nelle punte delle pirole (dardi realizzati con strisce di carta) infilavamo spilli e chiodi. A ripensarci, non era propriamente una cosa da buoni. Comunque sia, il fine giustifica i mezzi, dovevamo sconfiggere i cattivi, per salvaguardare la libertà, e cose così.

«Bambini, tenete le braccia lungo i fianchi», ordinò la maestra. Sì certo, come no.

Ma la pacchia non durò a lungo. Perché dopo aver conquistato il diploma, venni "premiato" con altri tre anni di penitenziario. Erano le famigerate scuole medie, dove la tirannia degli insegnanti non era inferiore al bullismo degli studenti.

 

Il primo anno venivamo presi di mira da quelli di seconda. Il secondo anno eravamo noi a prendere di mira quelli di prima, ma quelli di terza non ce la rendevano facile. Il terzo anno, temprati dai due anni precedenti, avevamo ormai perso ogni umanità, e ci eravamo trasformati negli stessi aguzzini che ci avevano vessati i due anni precedenti. Lo chiamavamo nonnismo, ma non ho mai capito perché, avevamo solo tredici anni, come potevamo essere nonni?

Non so se qui fossi in prima media o in quinta elementare. Vabbè, più o meno...

 

In questo divertente video, sfoggio un ritrovamento archeologico senza precedenti: il mio quaderno dei supereroi delle elementari, dove inventavo, disegnavo e descrivevo tonnellate di personaggi che allora avevano un senso... 😂


1994-1999 | E venne il giorno
 

 

Scontata la pena, tornai finalmente in libertà. Non avevo idea di cosa mi aspettasse. In fin dei conti, la pre-adolescenza non era stata poi così clemente, e non vedevo come le cose potessero migliorare.

 

A quel punto, ero solo, nessuno mi capiva, nessuno mi amava e così via con la collezione completa delle paranoie adolescenziali. Venni quindi trasferito in un'ulteriore struttura, il famigerato liceo artistico. Ma appena ci misi piede, ebbi subito la sensazione che stavolta sarebbe stata tutta un'altra cosa...

Mi feci crescere i capelli, iniziai ad ascoltare black-metal e misi subito in chiaro le mie intenzioni di rovesciare l'antico regime. Lo feci con la politica, divenendo il rappresentate di istituto per ben 4 anni consecutivi. Dopodiché, vuoi perché mi stavo divertendo troppo, vuoi per l'attaccamento morboso che i professori provavano nei miei confronti, fatto sta che ci trascorsi due anni in più del dovuto, in quel paradiso infernale... 😇

Dal tramonto all'alba - Quentin Tarantino Salma Hayek.gif


Anno Domini 1996
 

 

Il 1996 fu uno di quegli anni in cui la creatività umana raggiunse uno dei suoi più alti apici. I capolavori furono molti, tanto per citarne alcuni:

  • Aeinima dei Tool

  • Antichrist Superstar di Marilyn Manson

  • Evil Empire dei Rage Against The Machine

  • All Eyez On Me di Tupac, prima che lo facessero fuori...

  • I Messaggeri della Dopa di Neffa

  • Danny Boyle girò Trainspotting, vera icona pop di quegli anni

  • Dal Tramonto all'Alba di Rodriguez lanciò Clooney, e Tarantino svelò il suo feticismo...

  • l'indimenticabile Indipendence Day di Emmerich, adddoroooh...

  • Wes Craven reinventò l'horror con Scream

  • i fratelli Cohen ci consegnarono Fargo, consacrandosi nell'Olimpo del Cinema

  • E molto altro...

Dal tramonto all'alba - From Dusk till Daw - Robert Rodriguez 1996
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Ma il '96 fu anche l'anno in cui, per la prima volta, andai negli Stati Uniti d'America, esperienza che mi avrebbe segnato per sempre, soprattutto quando dei farabutti ci rubarono le valigie, lasciandoci letteralmente... in mutande.
 
Ma a consacrare quell'anno fu più che altro la venuta al mondo di
Zoe, mia sorella, creaturina in grado di riscaldare il cuore gelido di un blackster degli anni Novanta, accendendo qualcosa dentro di me, laggiù, nel profondo... 

Nella foto accanto, un Elia diciassettenne tiene in braccio una Zoe unenne... 🤣

Dietro le quinte, le seste – di Alberto Baietta, 2000

In questo scatto, una rarissima versione di Elia dai capelli gialli nel lontano 2001. Sembriamo dei narcotrafficanti, ma stavamo solo raccogliendo i soldi per una grigliata a Villasimius, in Sardegna. Gli altri due sono Paolo e Martino, entrambi bassisti della scena rock veronese. La foto è del mitologico Alberto Baietta.


2000 | Il nuovo millennio
 

 

Conclusa la mia dittatura illuminata al liceo, si affacciò dunque l'età adulta – si fa per dire. Mi venne offerto un contratto di lavoro, che mi costrinse a scegliere tra il proseguimento degli studi e un lauto stipendio che farebbe gola a un qualsiasi diciannovenne – oggi anche a un quarantenne...

 

Inutile dire che la superficialità da ventenne ebbe la meglio.

cactus

 

La Onecacktus fu una storica agenzia pubblicitaria veronese, fondata da mio padre al calar degli anni Ottanta, dove gravitavano creativi di ogni sorta, graphic designer, illustratori, fumettisti, copywriter e registi, che allora erano una roba seria, mica come i "videomaker" di oggi... 😅

La Onecacktus rappresentò la fucina che forgiò l'Elia di oggi. Perché tutti quei professionisti, sin dalla tenera età, mi vedevano un po' come il nipotino a cui insegnare tutti i loro trucchetti. Fu così che assimilai tutto ciò che mi offriva il grande buffet della creatività applicata alla comunicazione. Ed ecco spiegata anche la mia indole poliedrica, vale a dire il mio amore per l'illustrazione, per il video, per la scrittura, la musica e chi più ne ha più ne metta.

 

Insomma, una volta assunto in quel coacervo di creativi fuori di testa – che per inciso, non c'entravano nulla coi frequentatori delle agenzie pseudo-woke di oggi – ormai li conoscevo tutti sin da bambino. Tuttavia, a una certa, essere il figlio del capo iniziò a starmi stretto. Così, decisi di esplorare il nuovo business che sempre di più si imponeva sul mercato, quello dei siti web...


2001 – Col cactus!
 

Elia Cristofoli, su un set di Kappapiù

 

"L'albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da' bei vermigli fior,
nel muto orto solingo

rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor."

– Pianto Antico, Giosuè Carducci –

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2003Iva non è partita...
 

 

A quel punto, dopo aver assimilato tutte le informazioni possibili e immaginabili, decisi che era giunto il momento di fare sul serio. Così, in uno sconsiderato atto di incoscienza, presi la peggiore decisione della mia vita, quella che mi avrebbe condannato alla perenne libertà vigilata: aprii la Partita IVA. Avevo solo 23 anni...

«Solingo» era una di quelle parole che mi ronzavano sempre in testa. L'avevo imparata a scuola dal Carducci e da Dante. Suonava bene, «solingo», si scioglie in bocca come una fetta di pata negraIn quegli anni, se una band voleva un video, aveva due possibilità: sborsare mille-mila soldi alle vecchie case di produzione, o venire da me. Dico sul serio, non era come oggi che ci sono più videomaker che poliziotti. Il videomaker come figura professionale non esisteva ancora – occorreva attendere il 2008 per quello.

 

Il mio nome iniziava a circolare negli ambienti underground, anche perché costavo nettamente meno rispetto alle case di produzione, che a Verona erano due, Kappapiù di Giangi Magnoni (mio mentore sin dagli anni della Onecacktus) e Run Multimedia di Gaetano Morbioli, e sfornavano entrambe il 90% di tutti i video musicali italiani. Questa è storia, raga, inconfutabile. 😮


Io e i miei scagnozzi, gestivamo decine di band da tutta Italia, allestivamo servizi fotografici, realizzavamo le copertine dei loro album e giravamo i videoclip dei loro singoli. Fu un periodo molto prolifico, perché tutti volevano un video, ma erano pochissimi quelli in grado di farli. E poi avevo messo in piedi una troupe davvero esclusiva, con tanto di direttore della fotografia (dop), due operatori, un montatore, una make-up-artist, una stylist e diversi producer, tutti più o meno coetanei, gente che voleva darsi da fare e dimostrare il proprio valore (i crediti li trovate sotto i vari video nelle gallerie in homepage).

Tuttavia, è probabile che non siate arrivati fin qui a leggere. Eppure, nonostante il disprezzo che la gente prova nei confronti della lettura, a me piace scrivere. Senza contare che più scrivo, più alimento lo stramaledetto SEO di Google. Chiedo scusa, Signor Google, volevo dire strabenedetto SEO, sia benedetto il SEO. Sia... SEO... 🤐

 

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2005Il «Rock Politico»
 


Nel 2005 venni convocato da Gaetano nella sua RUN Multimedia. «Ho un lavoretto per te», mi disse, «sette spot da un minuto l'uno, a cartoni animati, il cliente è Adriano Celentano». Ah, risposi...

L'avventura RockPolitik durò circa quattro mesi. La squadra era composta da due disegnatori-animatori, un reparto 3D e Gaetano stesso alla regia. Fu una delle esperienze più folli della mia vita. Disegnavo e animavo, giorno e notte, poi si correva a Milano in RAI per consegnare il master, si tornava a Verona e si ricominciava, con un ritmo senza fine, mangiando cheesburger davanti al computer e dormendo mezz'ora in studio dove capitava, per poi svegliarsi di soprassalto e ricominciare a disegnare e ad animare... 😵‍💫

D'altra parte, ricordo ancora con grande soddisfazione il momento in cui Celentano vide il mio primo sketch, che lo ritraeva con gli occhiali scuri e l'impermeabile nero. Vedendosi così fico, decretò che quello sarebbe stato il suo look in tutti gli episodi. «Però fammi più capelli!» aggiunse. Inutile dire che obbedii...

 

2005 – Negli studi RAI di Cologno Monzese (MI), mentre attendevo la diretta per far partire le grafiche. Alla mia destra, la mia prima Wacom CINTIQ...


2009 Una nuova figura...
 

 

Pochi lo sanno, ma il 2008 fu l'anno in cui il mondo del video subì la più grande rivoluzione da quando fu inventata la pellicola.

 

Successe così: in pratica, la Canon lanciò sul mercato la mitologica 5D Mark II, vale a dire la prima reflex in grado di girare video in Full HD. Detta così, non sembra questo granché, oggi ci sono telefoni che girano in 4K e oltre. Già, ma non nel 2008, anno in cui circolava l'iPhone 1, la cui rivoluzione fu ancora più sconquassante, ma molto più lenta e progressiva, mentre quella di Canon fu una vera e propria apocalisse nel settore video planetario.

Il fatto è che, per quanto tutte le reflex e tutte le altre fotocamere digitali girassero video, la qualità restava al minimo storico, vale a dire 480p, o al massimo 720p quando "spaccavano". Per chi non lo sapesse, si tratta di qualità nettamente inferiori rispetto allo standard Full HD (1080p) – che per inciso, è tutt'oggi in vigore. Pertanto, erano macchine concentrate esclusivamente sulla fotografia, mentre il video era una specie di inutile plus, perché quello era un terreno in mano alle case di produzione e nessuno gliel'avrebbe strappato mai...

Per questo motivo, nessuno poteva prevedere il terremoto che la Canon EOS 5D Mark II stava per provocare...

Canon EOS 5D Mark II
Elia Cristofoli, videomaker, produzioni video

 

Eppure, col senno di poi, potevano aspettarselo, e forse, dalle alti torri nipponiche di Canon, qualche dirigente se lo immaginava pure... Così, da quel momento in poi, con poche migliaia di Euro, grazie a quella reflex, chiunque avrebbe potuto girare video in Full HD, con tanto di ottiche fotografiche, simili a quelle cinematografiche, con profondità di campo, grandi aperture di diaframmi, i primi slow-motion a 50fps, eccetera. Mentre le videocamere professionali e le cineprese a pellicola continuavano a costarne decine di migliaia, quando non centinaia di migliaia, e necessitavano di professionisti, di illuminazioni da set e di accorgimenti che solo troupe altamente qualificate potevano garantire. In un attimo, tutto questo veniva messo in discussione, perché una nuova figura, seppur non ancora professionale, si stava man mano imponendo nel mondo del video, odiata dalle vecchie caste quanto amata dai nuovi pischerli, quella del videomaker.


2009 | Ignoranza Domina
 


Mirko Saydo Mimi è un mio caro amico sin dall'adolescenza, nonché compaesano e batterista della mia prima band, i Godless. Mentre io mi formavo come regista, lui si formava come direttore della fotografia. Lui era uno di quelli «scettici» nei confronti della 5D, mentre io ero uno dei primi ad averla in mano. E va detto che ce l'avevo sempre in mano...

Nel 2009, stavamo girando una serie di video in quel di Adria, presso l'autodromo, e lui continuava a dirmi «basta con quel giocattolo», perché oltre che fare il mio lavoro di regista, mi trastullavo con la 5D in riprese di backstage. Ma quando riversammo il materiale registrato e mettemmo a confronto le riprese della Panasonic con quelle della 5D, a Mirko venne un coccolone...

Decidemmo così di fare uno stress test approfondito della macchina in questione. Per questo scrissi Ignoranza Domina, mediometraggio pulp in stile Snatch in salsa veronese. Inutile dire che ci divertimmo come pazzi... 🤣

 

Aston Martin DBRS 9 in allestimento per alcuni video per Pirelli, 2009, Adria International Raceway.
Mirko (DoP) che aggiusta l'inquadratura, prima della corsa...

Nelle due foto, Mirko e altri della torupe che agganciano due Panasonic P2 su una Aston Martin DBRS 9. Nel video di sfondo, Cristiano in una mitologica scena di Ignoranza...

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Dietro le quinte di Ignoranza Domina
 

Scena ospedale
Aggiustiamoci la panza
Post scena distruzione...
Pronti alla rissa...
Le faigas
Gollo the skin
Elia alla regia...
Screen dalla rissa...
Spider la nonna
I due nonnini
Allestimento dallo sfasciacarrozze
Cristiano si sfoga...

 

Non sono cattivo, è che mi fotografano così.


Salto Temporale
– BIO da completare –
 

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2018Parole, parole, parole..
 


Il mio primo romanzo venne pubblicato da Vertigo Edizioni (Roma) nel 2018. Eppure l'avevo scritto quasi dieci anni prima. Ebbene sì, il Piovaschi nacque nel lontano 2009. Lo rispolverai nel 2017 per dargli una rinvigorita, ma alla fine lo riscrissi da zero nel giro di un mese.

L'anno successivo, sfornai OSTROV, edito da Eretica Edizioni (SA). In realtà nacque come sceneggiatura per un potenziale b-movie, ma alla fine lo trascrissi in versione romanzata, non chiedetemi perché, l'ho fatto e basta.

Per il terzo libro, invece, Uomini Terribili E Come Evitarli il manuale ai peggiori uomini di cui una donna si possa innamorare (2020), ho optato per un self-pubblishing con Amazon. Più che altro per curiosità. Dato che c'è sempre comunque da sbattersi per promuoverlo, tanto valeva avere il pieno controllo su tutto, dall'impaginazione all'editing – ammetto di avere limiti con queste ultime.

 

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Riattiva l'audio per incrementare sensibilmente il livello di angoscia.


Il venti-venti
 

 

Il 2020 doveva essere un anno molto produttivo. A gennaio, avevo già segnato lavori fino all'anno successivo. Ma la pandemia stravolse tutti i miei piani – come i vostri d'altronde – confinandoci tutti agli arresti domiciliari. Ero tornato alla scuola materna, cazzo! 😤

In quelle condizioni, avevo due possibilità: trasformarmi in un paranoico complottista cacciatore di streghe e altra roba non ancora identificata, oppure reinventarmi. Un'altra volta. Pur avendo sufficiente materiale per imparanoiarmi a vita, optai per la seconda.

 

Così, mi attrezzai di un microfono da 30 Euro, aprii un canale Podcast, e mi divenni uno speaker fai-da-te, registrando e montando con effetti e musiche ben sette episodi del podcast ispirati al mio ultimo libro. Questo "giochino" mi tenne occupato durante tutto il primo lockdown, del quale vi condivido un tremendo ricordo girato da casa mia...

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2021ÙTOPIA
 

Come ogni creativo che si rispetti, la pandemia mi ispirò storie distopiche alla 1984. È il caso di UTOPIA, fumetto in 16.9 che, ahimè, non sono mai riuscito a concludere, sia per mancanza di fondi, sia per mancanza di supporto tecnico. Pazienza. Il mondo non ne risentirà. Credo...

Tuttavia, ero a buon punto, e moltissime persone si prestarono a posare per apparire nel fumetto, alcuni come protagonisti, altri come semplici comparse.

Puoi dare un'occhiata a diverse tavole, e al rispettivo flusso di lavoro, cliccando qui:


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Lolita è una gattina che ama dormire, mangiare, giocare, fare la cacca, dormire ancora e così via. Proprio come te.

Con soli 9 Euri al mese, puoi permettere a Lolita di continuare non fare un cazzo, senza gravare sulle precarie finanze di Elia.

Dona 9 Euri al mese, e prometto che sparirò con Lolita in Nuova Guinea, con la speranza che le tribù di cannibali non amino il sapore di uomini bianchi cresciuti a pane e mortazza. E Lolita, potrà finalmente non fare un cazzo in una località dove non fare un cazzo è garantito da una costituzione che, con ogni probabilità, non esiste.

Grazie.

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2025 – The Serial Sketcher
 


Accadde tutto per caso. Un giorno, TikTok mi avvisa di avermi sbloccato le LIVE. Lì per lì pensai «cazzomene?». Ma un giorno in cui avevo particolarmente voglia di sketchare, decisi di appendere l'iPhone e provare ad avviare una diretta, così, "tanto per". Se è come Instamerd, pensai, ci saranno due persone in croce....
E invece no. Nel giro di pochi minuti, avevo migliaia di persone (12 mila per la precisione) che mi osservavano, mi ponevano domande, mi assalivano letteralmente, tutta gente interessata a ciò che stavo facendo. Io così: 😳

Da allora, sul Tikkettokke sono conosciuto come The Serial Sketcher, rigorosamente in inglese, perché in italiano suona malissimo...

Ne approfitto per ringraziare tutti i miei sostenitori e i miei follower, a partire dallo "Zoccolo Duro", rappresentato nella fattispecie dal capo nerd Patrick, Sergione, Gepa, Lola, Taka, Lollo, Corrado, Tup, le innumerevoli Giulie, la Bimba di Miura e tutti quanti (non ci state raga, siete mille mila 😅).

Ma soprattutto, ne approfitto per ringraziare TikTok stesso, perché nonostante la sua vomitevole censura capitanata da ignoranze artificiali al limite del grottesco, è grazie alle LIVE che ho conosciuto lei, Elena.​

 


Bene, per ora è tutto. Certo, ce ne sarebbe da dire ancora, ma aggiungerò altre nozioni più avanti. Intanto, se hai letto fin qui, meriti il mio plauso. Perciò, grazie per aver letto la mia autobiografia, edulcorata al punto giusto e naturalmente priva di tutto ciò che non si deve sapere, e mi raccomando, continua a seguirmi.

Ossequi,


Elia.
 

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